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NGN: AIIP, SODDISFATTI DELLA SENTENZA DELLA CORTE CONTRO LE VACANZE REGOLAMENTARI

Due anni fa la Germania ha pensato bene di togliere tutti i vincoli regolamentari all’operatore incumbent DT per un’assurda convinzione che ciò bastasse a facilitare gli investimenti in fibra ottica (NGAN – rete di accesso di nuova generazione).

La mistificazione ha mortificato la concorrenza, ha mortificato i trattati, ha mortificato gli operatori nazionali e internazionali. Ha traviato regolatori e politici europei. Ma non ha fermato la scure della Corte.

Giustizia è fatta.

Anche se a mio parere il danno resta. Ossia per 2 anni DT è stata sul mercato senza regole. Prima che arrivino regole certe, dovranno passare altri 2 anni. Questo fatto genera 4 anni di vantaggio.

Immaginatevi un pilota di Formula 1 che parte prima degli altri e corre senza regole.
Che ne dite? Vincerà?

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NGN: AIIP, SODDISFATTI PER LA SENTENZA
ORA REGOLE ANCHE IN ITALIA

Larga Banda: Corte di Giustizia Europea conferma i poteri di regolamentazione
delle reti e servizi di accesso di nuova generazione (NGAN)

[Roma] 9 Dicembre 2009 – L’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) accoglie con entusiasmo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 3 dicembre 2009 con la quale la Germania è stata condannata per avere escluso la regolamentazione per le reti di accesso di nuova generazione ed i nuovi servizi a banda ultralarga.

La Corte di Giustizia ha respinto senza appello la tesi che faceva dipendere lo sviluppo degli investimenti in reti e servizi di nuova generazione da una preliminare deregolamentazione dei relativi mercati.
La Corte di Giustizia conferma dunque le ragioni di AIIP, che si è sempre opposta alle analoghe tesi avanzate da Telecom Italia e da altri soggetti attivi nelle comunicazioni elettroniche, secondo cui solo la garanzia di profitti monopolistici, derivante dal una deregolamentazione per legge, giustificherebbe gli investimenti in reti e servizi di nuova generazione.

Del resto, la stessa Direttiva Quadro (2002/21/CE), in applicazione dei principi di diritto antitrust secondo cui un operatore dominante in un mercato può fare leva su tale posizione dominante per estenderla su un altro mercato, ha previsto espressamente una presunzione di dominanza sui nuovi mercati se adiacenti a quello tradizionalmente dominato e, dunque, dà una base giuridica per la loro regolamentazione.

Inoltre, la Corte ha rigettato la teoria secondo cui la finalità primaria ed essenziale della regolamentazione sarebbe quella di assicurare la concorrenza tra reti. I giudici comunitari hanno di fatto confermato la necessità, espressa dalla Commissione Europea, che il regolatore nazionale bilanci vari obiettivi, tra cui anche l’innovazione, l’efficienza degli investimenti, la concorrenza nei servizi e l’interesse dei consumatori. La Corte ha infatti accolto i rilievi della Commissione Europea, che sosteneva che “l’art. 8, n. 2, della direttiva «quadro» non stabilirebbe alcun ordine prioritario di tali obiettivi e … che le ANR impongono misure correttive proporzionate e giustificate alla luce degli obiettivi di cui all’art. 8 della direttiva «quadro», senza attribuire una particolare priorità ad alcuno di essi” (sent. Commissione c. Germania, par. 45).

Viene confutata, quindi, la tesi –sempre contrastata da AIIP- che vorrebbe che la principale finalità della regolamentazione fosse garantire la competizione infrastrutturale a scapito degli altri obbiettivi costitutivi dell’Autorità, che includono l’efficienza degli investimenti ed il minor prezzo al consumatore finale. Così facendo si rischia di incentivare investimenti paralleli nelle zone ricche del paese, a scapito di investimenti nelle zone digital divise ed a prezzi relativamente alti rispetto le best practices europee.

AIIP plaude a questa posizione e spera che possa essere prontamente recepita da AGCOM, affinché lo sviluppo tecnologico del nostro Paese avvenga in modo armonico ed equilibrato, riconoscendo la giusta importanza alle infrastrutture e alla concorrenza.

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Banda larga: Italia ultima nell’Ue

Mentre gli altri Paesi avanzano, noi restiamo fermi. Questo ci penalizza, ci fa indietreggiare.

Diro’ di piu’.

Anche se entro la fine dell’anno il CIPE darà via libera (almeno in parte) alle risorse banda-larga, secondo me non riusciremo comunque a recuperare le posizioni perse.

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Banda larga: Italia ultima nell’Ue
Solo il 39% famiglie italiane vi ha accesso, in Svezia l’80%

(ANSA) – BRUXELLES, 8 DIC – Sono poco piu’ della meta’ le famiglie italiane con accesso ad internet, e molte di meno quelle con una connessione a banda larga. In entrambe i casi si e’ molto al di sotto della media Ue.E’ quanto emerge dai dati Eurostat 2009.Le famiglie con accesso a internet sono salite quest’anno al 65% (dal 60% del 2008), mentre quelli raggiunti da internet ad alta velocita’ al 56%.

In Italia le famiglie con accesso a Internet sono il 53%, quelle raggiunte dalla banda larga il 39%.